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Trattoria Bolognesi

5 Consigli gastronomici di Neuromarketing per il vostro ristorante

neuromarketing ristorante

Per questo, ovviamente chiederanno quello che vogliono. Giusto? Giusto? La verita’ e’ che non e’ sempre cosi’. Non si tratta di clienti che chiedono cose che non vogliono. Niente del genere. Sto parlando di neuromarketing gastronomico. Tecniche di marketing che si basano sulle neuroscienze e, di conseguenza, possono utilizzare determinate forme di comunicazione che generano determinati stimoli nei destinatari dei messaggi.

Il Neuromarketing, applicato al settore della ristorazione, serve a realizzare il miglior design possibile del menu. Dove sono i clienti per primi? Come presentare le informazioni in modo che pensino realmente al cibo e non al prezzo della fattura? Come potete vedere, non si tratta mai di ingannare o costringere il cliente, ma di indirizzare la sua attenzione sui punti del nostro ristorante, della nostra offerta gastronomica che ci interessa di più.

Esempi di neuromarketing si possono trovare ogni giorno in quasi tutti i settori di attività. La musica che suona al supermercato, l’altezza dei prodotti offerti o la disposizione degli scaffali. I colori dei banner e dei bottoni di ogni negozio online, o la luce che si trova all’interno di un negozio. Le tecniche di Neuromarketing possono essere applicate a tutti questi fattori.

Che cos’è il Neuromarketing Gastronomico?


Il Neuromarketing Gastronomico è un campo di ricerca sempre più ampio che le aziende alberghiere stanno attuando per comprendere meglio i profili gastronomici dei consumatori e sfruttare al meglio le loro risorse di marketing e promozionali.

Nel campo della ristorazione, il neuromarketing è stato sviluppato attraverso nuove tecniche di ricerca nel campo della neuroimmagine funzionale e del comportamento umano. L’obiettivo delle tecniche che abbiamo visto finora, si sono concentrati sull’ottenimento dei correlati neurali e comportamentali del gusto, presentazione e selezione del cibo, tra molti altri.

L’obiettivo delle neuroscienze nutrizionali è quello di utilizzare tecniche di neuroimaging funzionale e di ricerca sul comportamento umano per ottenere funzioni emotive e cognitive, nonché correlazioni comportamentali del gusto, scelte alimentari, consumo alimentare, tra molti altri aspetti legati alla gastronomia.

Quando questa metodologia di ricerca sulle neuroscienze viene applicata dalle aziende in settori specifici per marchi, prodotti o pubblicità, viene spesso chiamata neuromarketing gastronomico. I ristoranti vogliono capire il comportamento dei consumatori più che mai, per cui le tecniche implicite di ricerca di mercato basate sulle neuroscienze sono sempre più popolari.

 

5 Consigli di Neuromarketing per i ristoranti

In breve, il neuromarketing è un’arma molto potente che i ristoranti possono utilizzare per conoscere meglio i loro clienti e avvicinarsi a loro in modo tale che finiscono per cercare ciò che è più conveniente per l’attività alberghiera: i prodotti stellati, le offerte, ecc.

In seguito, analizzeremo cinque tecniche di neuromarketing gastronomico che il vostro ristorante può iniziare ad applicare immediatamente. Naturalmente e come sempre, per realizzare qualsiasi strategia o azione di marketing, e soprattutto in questo caso a causa della sua complessità, è meglio affidarsi alle conoscenze, all’esperienza e alla professionalità di un consulente o di un’agenzia di marketing.

1# L’importanza del copywriting gastronomico

Il copywriting gastronomico allude ai sentimenti e alle sensazioni primarie della mente del consumatore-cliente e, se fatto correttamente, è in grado di farti salutare semplicemente leggendo la lettera.

Ci sono diverse tecniche, parole e costruzioni semantiche che stimolano i sensi, come ad esempio cremoso, aromatico, colorato, croccante, croccante, angus. È un’arte scrivere il maggior numero possibile di dettagli sui piatti, in modo che il cliente possa immaginarli e sentirsi tentato di provarli.

Un’altra tecnica di neuromarketing per i ristoranti è lo storytelling gastronomico. Questa tecnica si basa sulla costruzione di un’intera storia per raccontare l’origine e la composizione di un piatto particolare. Ora entrerà in gioco l’aspetto emotivo, aumentando l’interesse per il piatto per avere un intero immaginario di parole e sensazioni che sono rimaste per vedere questa storia nella lettera, o in una pubblicità sui social network.

 

2# Neuromarketing in prezzi

Un errore spesso presente nei menu di molti ristoranti è quello di avere i prezzi dei piatti allineati in una colonna.

Questo porta il cliente a fare una rapida scansione per individuare i prezzi più bassi e decidere facilmente su quei piatti, optando il più delle volte per i più economici.

È un meccanismo tipico del cervello di tutti che ci porta a credere che se spendiamo meno, siamo più sicuri. Pertanto, è meglio avere i prezzi disallineati e in numeri interi senza decimali, in modo che il cliente possa leggerli più rapidamente.

C’è anche il ben noto trucco di abbassare il prezzo di un centesimo per renderlo più economico.

 

3# Basandosi sulla denominazione d’origine

Quando si punta all’origine dei prodotti, nella mente del cliente si crea un’idea di autenticità e freschezza. Possiamo vendere più di un pasto quando alludiamo alla sua origine geografica. E’ qualcosa che ha dimostrato di essere tale, e dobbiamo quindi approfittarne. Quando il cliente pensa che il cibo sia di un livello più alto, non si preoccupa di pagare un prezzo più alto.

 

4# Attirando lo sguardo dove siamo più interessati

Anni di studio ci hanno aiutato ad imparare come funziona il cervello quando prende un oggetto o qualsiasi cosa da guardare. E’ lo stesso se dobbiamo leggere. Sappiamo come l’occhio umano scansiona tutto ciò che vede o legge, e così possiamo modificare l’ordine e il design del nostro menu per attirare l’attenzione dove siamo più interessati.

I piatti a base di stelle, i vini che vogliamo ordinare, o i suggerimenti dello chef. Possiamo mettere ciò che vogliamo nelle aree più visibili, per aumentare le possibilità che il cliente finisca per chiederlo.

 

5# La strategia della forchetta con le dimensioni delle porzioni

Questa strategia si basa sull’offerta di due dimensioni di porzioni sui piatti di un menu. Normalmente, il cliente opterà per porzioni più piccole o mezze porzioni perché sono più economiche, anche se in realtà non ne conosce le dimensioni.

In generale, i ristoranti lo preparano in modo che la piccola porzione sia molto più redditizia, anche se più economica, e questa è una delle tecniche di neuromarketing più diffuse nei bar e ristoranti di tapas.

 

Queste sono alcune delle tecniche di neuromarketing gastronomico che aiutano i ristoranti a vendere di più. Volete implementarle nella vostra strategia di marketing? Non ne avete ancora una e volete dare una spinta al vostro business? Contatto Gastromarketing a 360º. Sappiamo come farlo